Crediti d’imposta, Calvanese: “La stretta paralizza le imprese”

INTERVISTA AL DIRETTORE TECNICO DI TELEMATICA ITALIA CARMINE CALVANESE SULL’IMPATTO DELLE MODIFICHE INTRODOTTE DALL’ART. 26 E DELLA NUOVA SOGLIA DI COMPENSAZIONE PER IL 2026.

La recente stretta sui crediti d’imposta rischia di creare nuove difficoltà per imprese e professionisti. Le modifiche introdotte dall’articolo 26 e l’innalzamento della soglia di compensazione previsto per il 2026 stanno infatti sollevando dubbi e preoccupazioni nel mondo produttivo.

Ne abbiamo parlato con Carmine Calvanese, Direttore Tecnico di Telematica Italia, che analizza l’impatto concreto di queste misure sul tessuto economico e sulle strategie di pianificazione fiscale delle aziende.

Direttore, ci spieghi qual è il cardine della novità normativa che sta destando preoccupazione.

 

“In qualità di tecnico che da anni segue i crediti d’imposta e le loro modalità di utilizzo, ritengo che la principale novità (e problema) consista nel fatto che, a decorrere dal 1° gennaio 2026, il legislatore intende introdurre un divieto più ampio e una soglia più bassa per l’utilizzo in compensazione dei crediti d’imposta che non emergono direttamente dalla liquidazione delle imposte. La soglia del divieto scende da 100.000 euro a 50.000 euro per i debiti iscritti a ruolo. In più, viene specificato che i crediti d’imposta ‘diversi da quelli emergenti dalla liquidazione delle imposte’ non potranno essere utilizzati in compensazione per il pagamento di debiti previdenziali (INPS) e premi assicurativi (INAIL) ai sensi dell’art. 17, comma 2, lett. e), f), g) del D.Lgs. 241/1997”.

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